Oggi pomeriggio, dalle ore 15.00 – 16:30, interverrò in qualità di Innovation Manager di toscanainnova.it nella sessione ”Autostrade del mare e riconversione green dei trasporti” durante il Festival “Ecofuturo VR – Exco” in Diretta Streaming dal 16 al 18 novembre.

Ecofuturo non è una semplice fiera, Ecofuturo è il luogo di incontro tra chi crede in un futuro ecosostenibile. Inventori ed eco invenzioni si distinguono per innovazione e altissima sostenibilità ambientale. Un festival dove non si parla solo di tecnologia. Ma di tecnologia etica. Nel 2020, Eco Futuro Festival propone questo nuovo formato EXCO, la prima fiera virtuale sulle energie rinnovabili e l’innovazione ecosostenibile, Un hub per le aziende dedicato al business e alla formazione, per diffondere nuove conoscenze e tecnologie per salvare il Pianeta. Si parlerà di eco-innovazione, sostenibilità, scienza, coraggio, etica.

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https://fb.watch/1N-bwufHSO/

Guardate l’intervento a RTV38. Ho parlato di lavoro, sviluppo economico, economia circolare, infrastrutture del territorio toscano, vi invito a seguire questo video.

 

Finalmente, dopo 5 anni dalla dispersione nel golfo di Follonica di 56 ecoballe di rifiuti, che trasportate dalla corrente si stanno sfaldando, siamo riusciti a ottenere, grazie a un costante lavoro che abbiamo portato avanti insieme ai territori, la dichiarazione dello stato di emergenza, votato in questo momento in Consiglio dei Ministri. 

Durerà sei mesi. Tutto è avvenuto nel 2015, quando un’imbarcazione ha “liberato” in mare parte del carico di materiali plastici. Nel 2018 il ministro aveva trovato una situazione completamente bloccata. 

Aveva nominato un commissario di governo, l’ammiraglio Aurelio Caligiore, che insieme con la generosità del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha portato avanti un lavoro eccezionale, individuando le ecoballe sui fondali, mappandole, e portando agli occhi di tutti la prova dell’estrema pericolosità della situazione. 

Se quelle ecoballe dovessero sfaldarsi diffondendo 60 tonnellate di plastica, inquinerebbero aree protette, coste bellissime, un mare ricco di biodiversità. Caligiore ha lavorato in condizioni difficili e ci ha aiutato a capire quanto la situazione fosse grave. Finalmente dopo mesi di interlocuzioni tecniche la Protezione civile ha portato in Consiglio dei ministri la richiesta di stato di emergenza che abbiamo tutti votato stasera. Questo passaggio potrà rendere più veloce il lavoro di rimozione di queste ecoballe che sarà curato dalla Protezione civile insieme alle strutture tecniche del Ministero dell’Ambiente per la loro specifica competenza. Bisogna fare presto. È una lotta contro il tempo. Grazie a tutti i cittadini e consiglieri comunali per le segnalazioni e per il lavoro di squadra che ci ha portato a presentare diversi atti in regione e ad avviare diverse interlocuzioni con il ministero. Avanti tutta.

Decisione sciagurata della Regione la discarica va chiusa in sicurezza. Sulla decisione di riaprire la discarica Grillaia nel Comune di Chianni, esprimo un forte e deciso no alla riapertura della discarica Grillaia ed al conferimento in essa di amianto.

La scelta della Regione di riaprirla e di usarla anche per l’amianto è semplicemente sciagurata. Già nel 2014 la provincia di Pisa ed i comuni interessati firmarono un protocollo che ne prevedeva la chiusura, non si capisce perchè adesso la Regione voglia riaprirla ed usarla per l’amianto.

Occorre pensare alla salute dei cittadini ed alla tutela del territorio. Il MoVimento 5 Stelle si batterà con ogni forza per impedirne la riapertura, a partire con una mozione che presenteremo in Consiglio regionale la prossima settimana.Inoltre, come evidenziato dal lavoro della commissione d’inchiesta sui rifiuti, ancora oggi assistiamo ad un eccessivo utilizzo di discariche ed inceneritori in assenza di un nuovo piano regionale per le bonifiche ed i rifiuti orientato all’economia circolare. Non è più rinviabile neanche il piano regionale amianto in base al quale si dimensionano e si localizzano i siti di stoccaggio. Mi sono battuto molto anche su questo tema, e non possiamo permettere che il conferimento del più remunerativo amianto possa essere una scusa per la messa in sicurezza dei siti di stoccaggio. Siamo in ritardo spaventoso ed è necessario che l’assessore Fratoni venga a riferire in merito in nella commissione consiliare competente in presenza anche dei sindaci interessati.

Grillaia Rifiuti Zero

Sentite che cosa ho detto in aula sul tema dei rifiuti, sulla discarica delle Grillaie, sulla discarica ex Cava Fornace, su Rimateria, Bulera, Limoncino, sul problema dell’amianto!

Ne parleremo anche stasera in diretta alle ore 20.30 sul canale Telecentro2 (canale 94 del digitale terrestre).
NON MOLLIAMO

OBIETTIVO RAGGIUNTO!

Finalmente, dopo 15 anni di battaglie, solo grazie all’amministrazione del MoVimento 5 Stelle abbiamo esteso la raccolta differenziata porta a porta nel territorio del comune di Carrara con l’obiettivo di coprirne il 100%.

Un grande risultato politico, raggiunto grazie al nostro Francesco De Pasquale – Sindaco di Carrara, gli assessori, in particolare Sarah Scaletti e Matteo Martinelli e i consiglieri comunali Giovanni Montesarchio e Michele Palma.

A Carrara abbiamo realizzato un punto fondamentale del programma che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti anche a livello nazionale e regionale. In Regione Toscana ho presentato la proposta di legge “Economia circolare per una Toscana a Rifiuti Zero” e ho guidato la commissione d’inchiesta regionale sui rifiuti.
La commissione d‘inchiesta si è conclusa a Maggio 2019, dopo un duro anno di lavoro, con una relazione conclusiva che indirizza la pianificazione regionale verso l’economia circolare, l’estensione del porta a porta e della tariffa puntuale. Carrara un esempio da seguire.

Inchiesta rifiuti, Giannarelli (M5S): “Conferma definitiva del malaffare, in Ato manca il Piano anticorruzione”


Inchiesta rifiuti, Giannarelli (M5S): “Conferma definitiva del malaffare, in Ato manca il Piano anticorruzione”
“Le ultime notizie sull’inchiesta riguardante la gara d’appalto ATO Toscana Sud rifiuti per il gestore unico sono conferma definitiva del malaffare che il sistema creato da PD”

Le ultime notizie sull’inchiesta riguardante la gara d’appalto ATO Toscana Sud rifiuti per il gestore unico sono conferma definitiva del malaffare che il sistema creato da PD – Art.1 ha consentito e tollerato in ambito rifiuti.

 Una gara da 3,5 miliardi “clamorosamente truccata” “inquinata da conflitti di interesse e dalla corruzione” nasce in un contesto normativo ed esecutivo con delle responsabilità politiche e amministrative chiare” così Giacomo Giannarelli, Presidente del gruppo consiliare regionale M5S, in conferenza stampa.

“A questo proposito vi diamo una notizia– ha aggiunto il Cinque Stelle – emersa dal lavoro del Movimento 5 Stelle locale e regionale sul tema. ATO Toscana Sud manca di due atti fondamentali nel contrasto alla corruzione: il Piano Anticorruzione e la Carta della Qualità dei Servizi, strumenti di controllo dei cittadini e della politica su questi servizi pubblici locali, in particolare quando vanno a gara per cifre come 3,5 miliardi”.

“La legge 190/2012 impone agli enti locali misure di repressione e prevenzione dei fenomeni corruttivi, come appunto questi due atti assenti in ATO Toscana Sud. La loro mancanza richiama una responsabilità politica e amministrativa grave – legata al quadro corruttivo oggetto dell’inchiesta – da parte dei rappresentanti istituzionali in ATO Toscana Sud. In primis i Comuni “capofila” – Siena, Arezzo e Grosseto – ma anche la Regione Toscana. Non dimentichiamo che la Regione ha creato il sistema di gestione a tre macroATO, indicato in ATO Toscana Sud il modello da esportare negli altri due ambiti e ha funzioni di controllo dell’intero sistema” ha specificato Giannarelli.

“Qui si sono dimenticati il Piano Anticorruzione e la Carta della Qualità dei Servizi, si sono dimenticati di rilevarne l’assenza e c’è un’indagine penale proprio per corruzione sull’attività principale realizzata: la gara per il gestore unico. Ovviamente la maggior responsabilità politica di questo quadro è in capo a PD e affini. L’ultimo rapporto ISPRA certifica a proposito un dato inquietante: viene segnalata la “possibile correlazione” tra il basso tasso di raccolta differenziata in ATO Toscana Sud e l’alto tasso di impianti di incenerimento e discarica. In quest’area abbiamo quattro inceneritori – Arezzo, Castelfocognano, Scarlino e Poggibonsi – più due discariche (Terranova Bracciolini e Civitella Paganico), e il gestore fa una raccolta differenziata intorno al 30%. Il conflitto di interessi dove non c’è separazione tra chi gestisce gli impianti di smaltimento e chi gestisce la raccolta ha portato a questo risultato. Con una raccolta differenziata alta infatti questi impianti non servirebbero. Ne è riprova che in ATO Toscana Sud si brucia circa la metà dei rifiuti inceneriti in Toscana. Un cortocircuito che porta i cittadini a pagare la bolletta più cara d’Italia, a fronte di un servizio nei numeri pessimo. Tra l’altro la Provincia peggiore in termini di raccolta differenziata è quella di Grosseto, che ci risulta guidata fino ad ottobre 2014 dall’attuale capogruppo PD Leonardo Marras” ha precisato il Cinque Stelle.

“I rifiuti sono indubbiamente il più grande fallimento di governo PD (e “diversamente PD” Rossi) in Toscana” ha sottolineato il vicepresidente del gruppo M5s Toscana “hanno creato un sistema fallimentare, guidato da figure apicali legate al partito, in diversi casi finiti sotto inchiesta. Su ATO Sud ne cito due: l’ex parlamentare Fabrizio Vigni, per quanto commesso da presidente di Sienambiente; Moreno Periccioli, ex assessore regionale, per quanto commesso da Presidente di Scarlino Energia”

A margine della conferenza stampa, Giannarelli ha chiuso con una battuta: “abbiamo visto questa settimana la grande attenzione del PD su Cantone. Forse si riferivano a Cantone Raffaele, responsabile dell’Autorità Anticorruzione. Capiamo nel caso la preoccupazione. Perché non rispondono su questo scandalo rifiuti? Spieghino perché i cittadini in ATO Sud pagano la tassa più alta d’Italia in ATO Sud e perché nei ruoli apicali del sistema rifiuti toscano troviamo figure del loro partito che sono sotto inchiesta. Come sempre a pagare gli errori e orrori di PD e affini ci sono cittadini e lavoratori: il caso Castelnuovese, con 50 persone mandate a casa, ne è lo specchio. E parliamo di un azionista di Sei Toscana. Anche lì il PD potrebbe spiegarci il perché”.

Sopralluogo del Consigliere Regionale M5S Giannarelli con il consigliere di Pistoia Nicola Maglione e il Candidato sindaco di Monsummano Terme alberto Natali.

Molti i sopralluoghi a discariche e impianti di smaltimento rifiuti effettuati in tutta la Toscana per il mio lavoro in IV Commissione Ambiente e per la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Eccomi di nuovo in provincia di Pistoia in sopralluogo alla discarica del “Fossetto” a Monsummano Terme, insieme ai portavoce M5S locali, il consigliere di Pistoia Nicola Maglione e il Candidato sindaco di Monsummano Terme alberto Natali.

Questa discarica doveva chiudere nel 2013 e invece sarà ampliata per ricevere tonnellate di rifiuti da mezza Toscana per i prossimi anni con progetti ed appalti già definiti.

Abbiamo portato il caso Fossetto in Regione Toscana già nel 2017. Il progetto di ampliamento della discarica il Fossetto contrasta con la normativa regionale e basterebbe questo alla Giunta Rossi per non autorizzarlo. Questo senza dimenticare il rischio idrogeologico dato dalla vicinanza col Padule di Fucecchio, il problema già noto per la discarica dell’impermeabilizzazione delle vasche con la pericolosa conseguenza di far arrivare il percolato nella falda acquifera, fino all’impatto sanitario di questi impianti già oggetto di uno studio CNR, ARS e ARPAT nel 2005, lasciato senza conseguenze da un Rossi allora assessore alla sanità. Si parlò allora di correlazione tra mortalità tumorale e residenza nei pressi delle discariche come il Fossetto.

Noi esigiamo che questo studio abbia un seguito, nuovi approfondimenti, quantomeno per un principio di precauzione. Tutta la normativa europea e nazionale sui rifiuti indica lo smaltimento come ultima fase di un processo di gestione che deve ridurre al minimo quantità e volumi di quanto ancora oggi mandiamo in discarica.

Persino la Regione Toscana, fissa con la l.r. 61/2014 degli obiettivi minimi in tal senso – continua il consigliere regionale – Se quindi la Valdinievole non ha oggi né avrà in futuro quei volumi di indifferenziata tali da giustificare una nuova vasca da 200mila metri cubi per la discarica di Monsummano, in base a cosa la si vorrebbe autorizzare? E non si parli di Piani Interprovinciali, perché sono stati superati da quello Regionale da 3 anni. Il Fossetto doveva chiudere nel 2013 e quest’operazione vorrebbe tenere in piedi la discarica fino al 2022, senza alcuna giustificazione visti i numeri della raccolta differenziata prodotta dal territorio.

Ricordo che i rifiuti possono diventare una chiave di sviluppo economico, se trattati come descritto nella nostra proposta di legge “Economia circolare per una Toscana a Rifiuti Zero”.